
Progettazione > Progetti
Sopralzo uffici Gruppo ICT
La concezione progettuale dei nuovi uffici ICT ha seguito un percorso analogico così strutturato: il vecchio edificio è pensato come una vecchia parte di città al fianco della quale si è espansa la periferia mentre l’innalzamento che è separato dai piani inferiori con una fioriera viene considerato come centro storico e ha quindi quei caratteri monumentali propri delle città antiche pur mantenendo delle assonanze, soprattutto attraverso l’uso di materiali simili con l’ampliamento appena costruito.
Questo è posto a fianco del vecchio edificio e appare, per i primi due piani, come un blocco con paramento esterno in mattoni a vista dalla superficie irregolare, di vario colore, dal rosso più chiaro al brunito, mescolati casualmente in modo tale che i muri reagiscano in maniera differenziata e vivace all’illuminazione naturale sia nel periodo estivo, dove la luce è più forte, che nel periodo invernale dove la radiazione è più debole e i colori sono più freddi. Il secondo piano è caratterizzato da una facciata continua in vetro a specchio, separata dai piani inferiori con una fascia di rivestimento costruita utilizzando una pietra tipica delle costruzioni lombarde: il marmo ceppo. L’edificio si presenta quindi ripartito in tre parti, il piano rialzato in mattoni: la terra, la pianura; la fascia in marmo ceppo: le montagne; la facciata continua: il cielo; un’ulteriore separazione tra le montagne e il cielo viene realizzata con alcune fioriere che ne accentuano la naturalità. La terza parte è anch’essa per la maggior parte realizzata in mattoni a vista, di forma e dimensioni leggermente diversi da quelli utilizzati per l’altro edificio. La caratterizzazione maggiore è data dalla forma del tetto che segue una geometria particolare: inizia come un normale tetto a due falde e si conclude, contro l’edificio esistente, con una linea piatta; questa copertura in qualche modo racconta la storia dell’architettura: Va da Ictino, l’architetto del Partenone a Le Corbusier, il teorico del tetto a terrazza.
La facciata più stretta infatti allude al Partenone ed è rivestita in marmo pentelico mentre il paramento in mattoni è posato in modo tale da rapportarsi alla luce solare con chiaroscuri molto accentuati.
In conclusione l’edificio non solo si rapporta alla natura in modo mimetico ma nello stesso modo si inserisce nella storia, perché è questo il giusto cammino nel campo dell’edilizia.